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casa pascoli 1Sabato 1 settembre alle 21,00 a Casa Pascoli (Casa dei Sammauresi in caso di maltempo) ci sarà la premiazione della 17esima edizione del Premio Pascoli di poesia promosso da Sammauroindustria.

Due le sezioni del premio. In quella in Lingua (2mila euro, opere edite non prima del 1 magio 2016) premiato è Giancarlo Pontiggia per l’opera “Il moto delle cose” (Mondadori, 2017). La sezione è promossa da Romagna Banca.
Nella sezione Dialettale (2mila euro, opere edite non prima del 1 maggio 2014) premio ad Angela Bonanno con “Strammata” (Forme Libere, 2017).
Novità di questa edizione un Premio speciale della giuria a Gianni Fucci per l’opera poetica in dialetto.
A seguire lo spettacolo di Roberto Mercadini, “La bellezza delle parole”.

La diciassettesima edizione ha registrato un notevole incremento di opere partecipanti, 163, di cui 32 in dialetto e 131 in lingua. Nell’ultima edizione (anno 2016) complessivamente erano state 91 le opere partecipanti.

La giuria che ha vagliato le opere è composta da Daniela Baroncini, (Università Bologna, presidente giuria), Franco Brevini (Università Bergamo), Gualtiero De Santi (Università Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista, poeta) e Piero Meldini (scrittore).

Il Premio in lingua
Sostenuto da Romagna Banca ha visto la partecipazione di 131 opere da tutta Italia. La giuria dopo avere ristretto la rosa a 17 nomi, a maggioranza ha conferito il premio a “Il moto delle cose” di Giancarlo Pontiggia
Questa la motivazione: “Il premio viene assegnato a Il moto delle cose (Mondadori, 2017) di Giancarlo Pontiggia, per la fusione di poesia e scienza che riprende in modo originale la grande tradizione europea del poema cosmologico, dai classici alla modernità, trasformandola in un viaggio di conoscenza che congiunge le suggestioni del mito con il sentimento della labilità e dell’annullamento. Tutto da notare è il linguaggio franto, scheggiato, prosciugato, strenuo baluardo contro il dilagare del bianco e del vuoto. Il poeta crea così una parola nuova, visionaria, intensa, limpida e insieme tumultuosa, capace di congiungere la misura aurea con l’inquietudine, a tradurre le contraddizioni dell’essere, tra cristallo e caos, silenzio e grido, ordine e labirinto. E la poesia diventa ossimoro di luce e ombra, Tutto e Nulla, discesa nell’abisso per illuminare le tenebre del mondo e dell’io, con l’intima, indomita speranza dell’armonia e della palingenesi”. 
Secondo arrivato Albert Nessi con “Un sabato senza dolore” (Interlinea 2016).

Il Premio Dialetto
Sono state 32 le opere che hanno preso parte da tutta Italia. Dopo averle vagliate, la giuria ha ristretto la rosa a quattro finalisti, e premiato all’unanimità “Strammata” di Angela Bonanno.
Questa la motivazione: “Con Strammata, Angela Bonanno conferma la sua natura di poetessa sventurata e dolente, anzi – come scrive lei – di ‘poeta’ strammata lacerata dal caos, stravolta nel cuore e nella mente, espatriata da se stessa, trascinata in un furente corpo a corpo a corpo con la realtà. Tutto ciò in versi visionari e allucinati e in una lingua di fulminante e esulcerata creatività”.
Secondo classificato Renato Pennisi con “Pruvulazzu” (Interlinea editore, 2016).

La giuria all’unanimità ha deciso di assegnare un premio speciale a uno dei massimi poeti dialettali italiani, Gianni Fucci. L’autore santarcangiolese non è nuovo al Premio Pascoli, vincitore dell’edizione 2006 nella sezione dialettale ex aequo con Giovanni Nadiani.

Questa la motivazione del premio alla carriera: “L’opera poetica in dialetto di Gianni Fucci offre al lettore un documento della vitalità di quella straordinaria officina poetica novecentesca che è stata Santarcangelo di Romagna. Con Fucci il microcosmo linguistico della poesia del piccolo centro si arricchisce di un’inedita varietà di livello popolare, di cui l’autore si serve per comporre una poesia, non più bassa, ma più alta di quella degli altri santarcangiolesi, educata ai modelli della tradizione francese. Fucci ha sospinto il proprio strumento e il proprio mondo fino alla soglia della distruzione. L’attrito lacerante con il male che affligge l’uomo non risparmia né i luoghi, né le lingue. Nella sua poesia non c’è idillio, non ci sono eccezioni, non c’è salvezza”.

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