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casa pascoli 1Grandi novità in vista nel Museo di Casa Pascoli e più in generale alla Torre. Sabato scorso ha trovato compimento il primo pezzo del percorso con la realizzazione del museo multimediale nella casa natale del poeta. Il prossimo sarà a Villa Torlonia, sempre con la parte multimediale nelle cantine e soprattutto con i lavori di sistemazione di parte della Torre per 1 milione e mezzo di euro, in buona parte finanziati dalla Regione Emilia Romagna. Manca l’ultimo tassello per il quadro definitivo, il più complicato: l’acquisizione da parte del Comune dell’intero compendio dal Demanio (Casa Pascoli, area dell’asilo e gerontocomio). Questione dalla burocrazia italica, nella quale si sono incagliate tutte le amministrazioni del passato, arrivato oggi a pochi metri dalla soluzione, dopo un certosino pressing su Demanio e Ministero. Manca solo una firma, un tratto di penna per togliere un vincolo risalente al 1934. Se ciò andasse in porto Casa Pascoli diventerebbe proprietà del Comune, mente oggi lo è solo dei beni interni. Di fatto sarebbe la conferma di quanto formalmente già avviene da anni, visto che è il Comune a gestirla con personale e risorse.

Un quadro in movimento illustrato dal sindaco di San Mauro Luciana Garbuglia alla presentazione sabato scorso del museo multimediale a Casa Pascoli. “Avevamo davanti due strade per Casa Pascoli: galleggiare e andare avanti per inerzia contenti delle 8mila presenze, oppure innovare e investire. Abbiamo scelto la seconda strada. E così ecco il Museo multimediale. Progetto che sarà in collegamento con la Torre”.

La parte multimediale si compone di due parti. Al piano terra con un monitor touch che dà un quadro introduttivo del mondo pascoliano e ricostruisce gli spazi della casa così com’era ai tempi del poeta. Nel secondo piano un quadro interattivo sull’omicidio Pascoli. A dare voce a tutti ciò l’attore Lino Guanciale. “Un museo deve adeguare il racconto, renderlo al passo coi tempi – ha detto la curatrice Rosita Boschetti – Così questo percorso che propone un’esperienza sensoriale ed emozionale”.

Determinante nell’operazione l’Istituto dei Beni Culturali con un finanziamento di 18mila euro. “Il patrimonio culturale deve essere sociale – ha detto il Presidente Roberto Balzani – Se un bene è condiviso e la sua comunità decide di investirci, necessariamente questo bene deve essere tutelato e sostenuto. Così è per i luoghi della memoria pascoliani, a cui le amministrazioni comunali in questi anni hanno fatto tanto. Questo in una terra del Rubicone tra le più dinamiche nella difesa del proprio patrimonio culturale”.

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