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Processo 2013Il Rubicone ‘devia’ il suo corso e da Savignano passa nel cesenate nel Pisciatello-Urgòn. È questo il clamoroso verdetto popolare del Processo al Rubicone promosso da Sammaurondustria, che alla Torre pascoliana ha richiamato il pubblico delle grandi occasioni (oltre 900 persone). Paletta alla mano hanno votato a favore del Pisciatello-Urgòn in 269 (difeso da Paolo Turroni), 215 sono stati a favore dell’Uso (difeso da Cristina Ravara Montebelli), 173 per il Fiumicino (l’attuale Rubicone, difeso di Giancarlo Mazzuca), addirittura fanalino di coda dei tre. Al presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori non è restato che prendere atto del voto ed enunciare il verdetto che mette in scacco la decisione del lontano 1933 di Benito Mussolini, quando con decreto regio investì il Fiumicino quale luogo dove Cesare enunciò la storica frase ‘Alea iacta est’. Nulla cambierà nel concreto, certo è che i posteri non dimenticheranno una serata che ha visto battagliarsi tre ipotesi riccamente documentate e con prestigiosi ‘testimoni’ per le rispettive tesi: Giovanni Boccaccio per il Pisciatello-Urgòn, l’imperatore Augusto per l’Uso, Cicerone e Fellini per il Fiumicino.

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