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Processo RubiconeDuemila anni non sono bastati per fare chiarezza su uno dei simboli dell’Italia, citato persino dai Rolling Stones in una canzone: il fiume Rubicone. Qual è il vero fiume che Giulio Cesare attraversò sfidando le leggi romane e pronunciando la celebre frase ‘Alea iacta est’? L’interrogativo se lo pone il tradizionale Processo del 10 agosto a San Mauro Pascoli, promosso da Sammauroindustria, che già in passato ha posto l’attenzione su ‘spinose’ questioni di storia locale e nazionale. Tre le ipotesi sul tavolo, che hanno costretto gli organizzatori e rivedere la formula: non più di fronte un’accusa contro una difesa, bensì tre argomentazioni a confronto guidate da altrettanti personaggi: il giornalista Giancarlo Mazzuca sostiene le tesi del Fiumicino (in sostanza l’attuale Rubicone decretato da Mussolini nel 1933), lo studioso cesenate Paolo Turroni difende il ‘Pisciatello-Urgon’, l’archeologa riminese Cristina Ravara Montebelli opta per l’Uso. A presiedere il Tribunale sarà il Presidente di Sammauroindustria, Gianfranco Miro Gori, l’inizio è alle 21,00 (l’ingresso è libero) alla Torre-Villa Torlonia. Si aspetta il pubblico delle grandi occasioni, visto che saranno proprio i partecipanti ad emettere il verdetto (la media delle edizioni passate è di un migliaio a serata).

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