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Voto_assoluzione_x_sitoDopo Mazzini e Garibaldi, un altro padre della patria passa indenne dal pubblico tribunale di San Mauro Pascoli: Camillo Benso conte di Cavour. Così si è espresso il pubblico, con tanto di paletta in mano, dopo avere ascoltato le arringhe di accusa e difesa. Al presidente del Tribunale, Gianfranco Miro Gori, dopo il conteggio dei voti, non è restato che pronunciare i numeri del verdetto: 353 voti per l’assoluzione; 127 per la condanna. Un bel regalo di compleanno a uno dei protagonisti del Risorgimento che proprio il 10 agosto avrebbe compiuto la bellezza di 201 anni. Con questo verdetto si allunga la lista degli assolti nei processi sammauresi, col solo Pietro Badoglio negli scomodi panni di unico accusato nei processi storici promossi da Sammauroindustria.

E pensare che anche questa volta l’accusa non era stata delle più tenere nei confronti dell’imputato Cavour. A lanciare il carico da novanta era partito Lorenzo Del Boca. “Se Cavour è il costruttore dello stato moderno, significa che è anche il responsabile di tutto ciò che dello Stato ci fa arrabbiare. Il conflitto d’interessi e la politica “al servizio di se stessi”; le truffe parlamentari e i “voltagabbana”; la corruzione e i servizi segreti “deviati”; gli intrighi di Palazzo e le delibere opache sono figli di un Padre… della patria. Prendiamo i “ribaltoni” parlamentari, oggi sono giudicati con irritazione. Ma chi ha cominciato e chi ha fatto loro da maestro? Il “connubio” Cavour-Rattazzi, che ha messo insieme la maggior parte della maggioranza di allora con la maggior parte dell’opposizione, e inaugurato la politica dei salta-fosso. Non è sbagliato dire che i Scilipoti e i Mastella di oggi hanno avuto quale precursore proprio Cavour”.

Fondata sul diritto internazionale, invece, l’accusa di Roberto Martucci. Secondo lo storico dell’Università del Salento, l’Italia è sorta attraverso un’annessione regia, violando l’autonomia di stati con regolari relazioni diplomatiche. Ciò si sarebbe verificato nel caso dei Ducati di Parma e Piacenza, Toscana, Stato Pontificio e soprattutto il Regno delle Due Sicilie. Si è trattato di una “violazione delle regole del diritto internazionale, accompagnata dalla brutale cancellazione dell’indipendenza di Stati neutrali”. Lapidario il suo finale: “ritengo che un comportamento di questo tipo meriti una sanzione”.

In difesa di Cavour è intervenuto lo storico francese Gilles Pecout, secondo il quale “Cavour è riuscito a portare a compimento un disegno di unità nazionale attraverso il liberalismo. L’unica critica che gli si può fare è quella di non avere avuto dei successori all’altezza della situazione. Questa però non possiamo considerarla una sua colpa”.

Infine lo storico Roberto Balzani, che ha rigettato i tre complotti di cui sarebbe accusato Cavour: il primo, quello di un’Italia nata solo grazie al volere di Inghilterra e Francia (“Falso, basti pensare a cosa pensavano del nostro paese quei due stati nella metà dell’Ottocento”). Il secondo, il presunto complotto dei piemontesi di coartare le classi dirigenti del resto d’Italia. Il terzo, il complotto contro la chiesa (“Falso. Il Risorgimento ha vissuto due fasi. La prima, neoguelfa, con la speranza che il Papato potesse porsi a capo del movimenti d’indipendenza. Caduta questa illusione con i moti del 1848, si è affermata la via liberale, con l’esigenza di una laicizzazione dello stato, mercè una politica ecclesiastica volta a ridimensionare il peso delle strutture religiose nella gestione dell’istruzione, dell’assistenza e delle libere opzioni degli individui”).

Al termine delle arringhe, il voto dei partecipanti, con il verdetto di assoluzione a larga maggioranza.

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