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SAN MAURO PASCOLI (31 dicembre 2004) - Finita l’era Pazzaglia, inizia quella di Mazzotta. Comune denominatore dei due personaggi: Giovanni Pascoli. La cui memoria continua a rivivere nell’Accademia Pascoliana, associazione nata circa vent’anni fa dall’idea di alcuni sammauresi desiderosi di valorizzare la poetica di Zvanì. Associazione che proprio in questi giorni ha conosciuto un cambio al vertice con la nomina a presidente di Clemente Mazzotta, professore di Filologia italiana, che sostituisce Mario Pazzaglia, per oltre un decennio alla guida dell¹associazione. Un cambio di guardia che non muta la linea dell’ente culturale, che ha già in serbo diverse iniziative di rilievo. “Entro gennaio sarà pronto il volume che raccoglie gli atti del convegno di due anni fa sui cent’anni dei Canti di Castelvecchio - esordisce il neopresidente Mazzotta - Inoltre, dal 30 settembre al 2 ottobre prossimi alla Torre è in programma un grande convegno sul tema ‘Pascoli e il Novecento’. Il comitato scientifico dell’iniziativa, che raccoglie i principali studiosi pascoliani (Mario Pazzaglia, Alfonso Traina, Giuseppe Nava, Giuseppe Leonelli e Andrea Battistini), si è già messo al lavoro chiamando i maggiori nomi sul poeta di San Mauro”. Dunque, non si placa l¹attenzione di pubblicistica e mondo accademico per un poeta che sembra rivivere una seconda giovinezza. Col paradosso di avere quale “capitale” di questo rinnovato dinamismo San Mauro, paese che però non porta in dote nulla o quasi dei documenti pascoliani. “Già il fatto che la sede per l’Edizione nazionale sia stata individuata presso San Mauro, mi pare una precisa scelta da parte del Ministero per i Beni Culturali”, spiega ancora Mazzotta. Che aggiunge a proposito della fortuna del Pascoli: “La svolta negli studi è arrivata nel ‘55 con Gianfranco Contini, che ha fatto uscire il Pascoli dal limbo dei poeti minori e cosiddetti scolastici. Un fatto questo che ha avuto, nell’edizione critica di Myricae a cura di Giuseppe Nava, un’altra spallata in questa direzione. Oggi è assodato che siamo di fronte a un grande poeta: non a caso l¹ordine di importanza vede in sequenza Pascoli, D’Annunzio e Carducci. Fino a pochi decenni fa era il contrario”.

F.F.

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