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BARGA – (20 Giugno 2005) – Se San Mauro si mobilita in vista del 150° della nascita del poeta, anche Castelvecchio di Barga in Toscana, seconda patria del Pascoli, si dà da fare organizzando una serie di eventi e iniziative. Di seguito riportiamo l’articolo pubblicato il 10 giugno scorso sul quotidiano “Il Secolo XIX” dal titolo “A Barga è sempre l'ora di Pascoli” a firma di Stefania Mordeglia.

 

 «Quattro feste all'anno, una per ogni stagione, in omaggio al Poeta. E poi mostre, pubblicazioni, serate a tema. A 93 anni dalla morte, per gli abitanti di Barga (11 mila anime, comprese le frazioni) Giovanni Pascoli è ancora vivo. In una frazione di questo delizioso borgo in provincia di Lucca, Castelvecchio, trascorse, insieme alla sorella Maria, gli anni più sereni della sua esistenza, dal 1895 al 1912, anno in cui morì. E la sua amata casa, acquistata con il ricavato delle medaglie vinte ad Amsterdam nei certami di poesia latina, è un viavai di studenti, curiosi, studiosi (9.000 l'anno). Qui scrisse "I Canti di Castelvecchio" (ai quali appartiene la poesia "L'ora di Barga"), forse la più raffinata e matura delle sue opere, che riprende, approfondendoli, i temi di "Myricae". E' passato più di un secolo da quando Pascoli pubblicò"L'ora di Barga" sul "Marzocco", la più importante rivista culturale di Firenze. Era il 30 dicembre 1900. Ma il tempo sembra essersi fermato. E ancora oggi si odono "il gallo che da un podere chiama" e "gli strilli di una cincia che rissa". Le abitazioni, le strade, la campagna hanno i tratti dell'immortalità e della purezza. Non a caso questo antico nucleo abitativo dei Liguri, poi castello di origine longobarda, quindi enclave fiorentina in Lucchesia, è riconosciuto dall'Anci (l'associazione che riunisce i comuni italiani) come uno dei borghi più belli d'Italia e si fregia della bandiera arancione, marchio di qualità per le località dell'entroterra. Si respira la storia gloriosa passeggiando fra i resti delle vecchie mura castellane e le sontuose porte di acceso, fra i lussuosi palazzi e le chiese impreziosite da terracotte di scuola robbiana. “Sull'onda della memoria viene organizzata la festa della poesia la domenica più vicina alla data di morte di Pascoli, avvenuta il 6 aprile 1912” spiega il sindaco Umberto Sereni, docente di Storia contemporanea all'Università di Udine, autore di "Pascoli nella valle del bello e del buono". “In occasione di "Che tutto torni com'era" Barga fa un balzo indietro nel tempo di un secolo - spiega - Mostre, incontri culturali, musica, folklore, gastronomia. C'è tutto nella grande festa di primavera in occasione della morte del Pascoli, che coincide con la sua nascita spirituale”. Un treno a vapore parte da Livorno, dove il poeta insegnava, attraversa Pisa, Lucca, la Valle del Serchio e arriva alla stazione di Castelvecchio.

Gli antichi sapori vengono riscoperti attraverso piatti poveri e tipici locali che riprendono lo stile di vita semplice dei contadini, come torte salate di farro, patate, verdure di campo, insaccati di garfagnini vari, pane fatto in casa, bruschette, formaggi locali e dolci tipici come la Befana e la Pasimata. “Pascoli apprezzava il piacere della buona tavola”, svela il professor Sereni. Una festa analoga a quella primaverile viene riproposta in autunno, per festeggiare l'arrivo a Barga di Giovanni Pascoli e della sorella Mariù (il 15 ottobre 1895). “E c'è una coincidenza che nessuno sa - rivela il sindaco - Il 15 ottobre era nato Virgilio, al quale il Pascoli si sentiva legatissimo”.

E' un inno alla cultura la kermesse estiva. Il 10 agosto, nel giardino della casa di Castelvecchio, viene organizzata una serata di poesia, musica e canto. “L'evento - sottolinea Umberto Sereni - richiama ogni anno centinaia di persone. A leggere le poesie è stato l'anno scorso Albertazzi. Quest'anno sarà una sorpresa”. Il quarto evento in onore del Poeta ha luogo a fine dicembre, in occasione della pubblicazione sul "Marzocco" de "L'ora di Barga".

In occasione del 150esimo anniversario della nascita del Poeta, il 3 luglio sarà inaugurata una mostra di 80 opere del pittore lucchese contemporaneo Antonio Possenti dal titolo "Pascoli e gli animali". Galli, galline, cani, cinciallegre, buoi, pettirossi e i mille altri animali che popolano la poesia pascoliana rivivranno sulle tele esposte fino a settembre in due sedi diverse: alla Fondazione Ricci e a Casa Pascoli a Castelvecchio. Inoltre, in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini (il 22 giugno 1805) quest'anno sarà pubblicato l'originale della poesia che Pascoli gli dedicò: "Inno secolare a Mazzini”.

Ma in che misura la poesia pascoliana è ancora attuale? Per il sindaco Sereni la risposta è semplice: “Se gli studenti hanno la fortuna di avere insegnanti intelligenti, che sono molti - afferma - riescono a cogliere il messaggio trasmesso dal Poeta. Se invece perdono questa occasione, è probabile che si ritorni a Pascoli in tempi più maturi quando, attraverso la lettura, si cercano valori spirituali e la poesia diventa una fonte di salvezza. Così ecco che uomini e donne vengono a Barga a respirare l'aria da lui respirata, nella sua casa, nella sua campagna e sembra di sentire i suoi versi diffondersi fra le colline”.

Barga dista circa 40 chilometri da Lucca. In auto bisogna imboccare la statale 445 da Lucca, in direzione Garfagnana, attraversare il paese di Bolognana, imboccare il bivio a destra in direzione Fornaci di Barga. Qui si seguono le direzioni per Barga. Info: 0583-766147; 0583-766503; www. comune.barga.lu.it; www. fondazionepascoli.it» (Da “Il Secolo XIX” del 10 giugno scorso dal titolo “A Barga è sempre l'ora di Pascoli” a firma di Stefania Mordeglia).

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