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 SAN MAURO PASCOLI – (5 Settembre 2005) - Serata di premiazioni “pascoliane” quella che si è svolta domenica 4 settembre a San Mauro. Dove davanti a circa 150 persone è andato in scena l’epilogo della quinta edizione del Premio Pascoli di poesia promosso da Sammauroindustria. Un concorso che ha visto la partecipazione di 96 opere in lingua, 18 in dialetto al termine del quale la giuria ha emesso i suoi verdetti. Il premio in lingua, consegnato dal consigliere della Romagna Est Banca di Credito Cooperativo Vitaliano Rinaldi, è andato a Cesare Viviani con il libro La forma della vita. Visibilmente emozionato il poeta toscano ha confessato di “avere iniziato il libro nel 1999, affascinato da un ciclo di affreschi rinascimentali. Incantato da quei pittori che per anni permanevano nello luogo di lavoro per respirare meglio la loro opera, così ho voluto fare anch’io lavorando quotidianamente per cinque anni per modellare il mio affresco, appunto questo libro. Un volume che utilizza un linguaggio semplice, di vita quotidiana, perché la storia dell’umanità è fatta di queste persone e di queste parole”. Il premio nella sezione dialettale, consegnato dall’Assessore Provinciale alla Cultura Iglis Bellavista, è andato a Piero Marelli con il libro Strafusàri. Come ha ricordato lo stesso Marelli, “il protagonista del libro è un personaggio che fa fatica ad esprimersi, che balbetta con se stesso. Ma non perché non riesce a parlare, bensì perché avverte che il tempo in cui viviamo necessita di una parola nuova che ancora non c’è. Appunto, Strafusàri”. In chiusura di serata due poeti di Santarcangelo, Gianni Fucci e Annalisa Teodorani, hanno letto alcuni brani di Raffaello Baldini, il dialettale recentemente scomparso. Come ha ricordato il Presidente di Sammauroindustria Miro Gori presentando l’omaggio al poeta romagnolo, “il grande critico Pier Vincenzo Mengaldo ha indicato in Baldini il poeta tra i due-tre più grandi della poesia contemporanea. Il nome di Baldini è anche la conferma che la distanza tra San Mauro e Santarcangelo è sempre stata breve, e il legame molto forte. Una dimostrazione sta proprio nella presentazione in prima nazionale dell’ultima fatica del poeta romagnolo, Intercity, avvenuta due anni fa proprio alla Torre davanti a un pubblico di 600 persone”.

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