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SAN MAURO PASCOLI – (24 Dicembre 2005) – Sugli amori di Pascoli si è scritto e detto tanto. Non tutto però. Basta guardare l’articolo riportato di seguito (dalla Gazzetta del Sud del 21 dicembre scorso “Il contrastato amore di Giovanni Pascoli per una cugina in una lettera inedita” di Renato Urbinati) che parla dell’amore tra Pascoli e la cugina Imelde.

 “Giovannino – scrive a Pascoli la cugina Imelde, da Rimini il 20 giugno 1896, spiegandogli le ragioni per cui ha rotto la promessa di matrimonio – vorrei che ti persuadessi che gli spregi non li hai avuti te ma li ho ricevuti io. Quante lettere hai ricevuto da me con degli insulti e dei rimproveri? Se ultimamente ti feci scrivere quella lettera dietro la tua, chiunque lo avrebbe fatto”. È il primo documento ritrovato sugli amori pascoliani, e capita giusto in occasione dei centocinquant'anni dalla nascita del poeta, che cadono il 31 dicembre. La lettera indirizzata a Pascoli è stata scoperta, nascosta in biblioteca fra le pagine di una vecchia edizione degli “Ab urbe condita libri” di Tito Livio, da Gian Luigi Ruggio, Conservatore di Casa Pascoli a Castelvecchio. “Imelde Morri – spiega Ruggio – era la cugina di Giovanni Pascoli. Giovanni tentò un approccio con lei. Scrisse una lettera nel 1896 e ricevette da lei pieno consenso. Sennonché, nel maggio di quello stesso anno, Pascoli, che aveva fatto chiedere le pubblicazioni e aveva già fatto dono alla ragazza della fede matrimoniale, rompe improvvisamente l'idillio sostenendo di essere stato offeso da lei per via di una allusione a un suo piccolo difetto al piede. Da qui la risposta inviperita di Imelde”. (Tratto dalla Gazzetta del Sud del 21 dicembre scorso “Il contrastato amore di Giovanni Pascoli per una cugina in una lettera inedita” di Renato Urbinati)

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