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SAN MAURO PASCOLI – (11 Marzo 2006) - Che strano. Fino ad oggi ci avevano pensato che Giovanni Pascoli fosse uno dei personaggi più studiati e apprezzati dal mondo accademico, e ora invece ecco che ti arriva una di quelle docce che più fredde non si può. Perché una ricerca patrocinata dall'Unesco e realizzata da un pool di 40 centri universitari di italianistica, ha tracciato un verdetto che è di tutt’altro tenore: Pascoli non poi così amato dalla pubblicistica e dalle università. Di seguito riportiamo l’articolo pubblicato in data 9 marzo su La Voce di Romagna dal titolo “In calo le quotazioni di Pascoli. Cresce l’interesse per Moretti” a firma di Matteo Fabbri, che ne ha dato notizia.

 «Dante Alighieri è il più gettonato in assoluto, ma questa non è una novità. Giovanni Pascoli invece è col pollice in giù, tra gli scrittori meno apprezzati negli ambienti accademici. Un responso che in un certo senso contraddice quanto si era pensato fino ad ora, ovvero che il poeta sammaurese vivesse una sorta di rinascimento da parte di pubblicistica e mondo universitario. A stabilire questi verdetti è stata una ricerca patrocinata dall'Unesco e realizzata da un pool di 40 centri universitari di italianistica, dislocati in tutto il mondo, per stabilire quali sono nell’era moderna i protagonisti della letteratura italiana. Il risultato finale è emerso al termine di un’elaborazione di oltre 28.000 pubblicazioni uscite nel mondo nel 2002 (ultimo dato disponibile), dal professor Enrico Malato, direttore della “Bibliografia generale della lingua e della letteratura italiana”, pubblicata dall’editore Salerno. Il risultato finale di questa ricerca è un’opera, suddivisa in due tomi di 2.100 pagine, dedicate a oltre 2.800 soggetti, tra singoli autori e argomenti, che abbracciano ben otto secoli della nostra storia linguistico-letteraria. Uno studio che ha fatto emergere risultati per certi aspetti sorprendenti. Non certo nella top five che oltre allo scrittore toscano, ha visto l’apprezzamento di Giacomo Leopardi e Luigi Pirandello, seguiti a distanza da altri due personaggi del gotha della letteratura: Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, rispettivamente classificati al quarto e quinto posto. Articolando il discorso suddiviso per epoche emerge che nell'Ottocento, le opere di Giacomo Leopardi sono numericamente tradotte e lette nel mondo il doppio delle copie rispetto a quelle di Alessandro Manzoni. E sempre nell’Ottocento arriva la doccia fredda di un Pascoli che suscita sempre meno interesse, al contrario di un D’Annunzio ancora sulla cresta dell’onda. Nel Novecento, invece, dopo Pirandello, mantengono un alto interesse la produzione letteraria di Italo Calvino e di Eugenio Montale, così come quelle di Italo Svevo, Cesare Pavese, Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini. In flessione l’attenzione per Alberto Moravia e Sergio Corazzini, mentre aumenta quella per l’autore di Cesenatico, Marino Moretti. L’interesse per i contemporanei, oltre che per Umberto Eco, è concentrato su diversi autori, tra cui Umberto Piersanti, Carlo Lucarelli, Roberto Piumini, Rossana Campo e Antonella Anedda. Infine, lo studio apre una finestra sugli autori italiani più studiati e tradotti all'estero in ambito universitario: tra i più gettonati, oltre quelli già citati, troviamo Giordano Bruno e Niccolò Machiavelli, ma anche autori meno distanti nel tempo, come Primo Levi, Claudio Magris ed Umberto Eco.» (Tratto da La Voce di Romagna del 9 marzo scorso, dal titolo “In calo le quotazioni di Pascoli. Cresce l’interesse per Moretti” a firma di Matteo Fabbri)

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