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 SAN MAURO PASCOLI – (31 Ottobre 2006) - Da San Mauro Pascoli fino in Albania. Filo rosso che unisce queste due nazioni: il teatro. È la nuova scommessa della compagnia (non professionista) “Impronte di Teatro” che vedrà un nutrito gruppo di ragazzi (circa 40 persone) andare da mercoledì 1 novembre fino a domenica prossima in Albania, e rappresentare il loro ultimo lavoro “La matita di Dio”, ispirato alla vita di Madre Teresa di Calcutta. Domanda d’obbligo: perché in Albania? Perché l’altro filo rosso che da sempre accompagna il “lavoro” di questi ragazzi è la solidarietà. Per essere più precisi il legame con Simone, un ragazzo che sin dall’inizio ha aderito a “Impronte di Teatro”, lasciando poi il gruppo per un’altra missione: aprire una casa famiglia a Nenshat, vicino a Scutari, insieme alla Comunità Giovanni XXIII. Una scelta questa che non ha spezzato il legame con i giovani sammauresi, che hanno deciso di devolvere gli incassi dei loro spettacoli proprio alla casa famiglia in Albania. E se fino a ieri i contatti erano stati a distanza, ora i ragazzi sammauresi hanno deciso di recarsi di persona nello stato europeo e realizzare due spettacoli nelle principali due cittadine albanesi: Tirana (teatro dell’Accademia delle Arti), Scutari (Teatro Migjeni). E visto che si tratta di una iniziativa benefica i componenti della compagnia hanno deciso di pagarsi di tasca propria il viaggio e devolvere anche questa volta gli incassi delle due serate. “Per la riuscita di questa iniziativa hanno contribuito in maniera significativa la Curia di Rimini che ringraziamo per la preziosissima collaborazione, nonché i componenti di Impronte che non potranno partire con noi, istruendo e aiutando a dovere le nuove reclute”, spiegano i ragazzi. Lontani sembrano gli anni (sei), quando questi giovani volontari, un po’ per caso e un po’ per gioco, decisero di ritrovarsi e inseguire un obiettivo comune: emozionarsi ed emozionare. Così nacque il musical Forza Venite Gente (di Michele Paulicelli), sulla vita di S.Francesco d’Assisi, a cui seguirono negli anni successivi altre opere come Aggiungi un posto a tavola (di Giovannini e Garinei), Una favola per Eli e La favola dei Saltimbanchi. “Da quella prima scommessa il gruppo è poi cresciuto, cambiato, maturato – continuano i ragazzi sammauresi – e ha trovato un ulteriore motivo per continuare grazie alla Casa Famiglia gestita da Simone e Patrizia a Nenshat, vicino a Scutari. Al loro amore e alla loro capacità di donarsi dobbiamo tanto e per loro cerchiamo di fare il possibile. Grazie di cuore a tutti quelli che fino ad oggi, chi come attore e chi come spettatore, ha contribuito a realizzare questo sogno d’amore”.

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