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cartolina_toglia-tti.gifSAN MAURO PASCOLI - Per l'ottavo anno consecutivo San Mauro Pascoli celebra il Processo a un tema o un personaggio della nostra storia. Alla sbarra questa volta ci sarà un nome di primo piano della  storia d'Italia: Palmiro Togliatti. L’appuntamento è per domenica 10 agosto (data canonica dell’evento, giorno in cui fu ucciso il padre di Pascoli) alle 21,00 alla Torre (Villa Torlonia) a San Mauro Pascoli (ingresso libero). Titolo della serata: “Processo Togliatti: uomo di Stalin o padre della patria?”. Di scena una pubblica accusa e una difesa, entrambe composte da storici: l'accusa sarà guidata da Marina Cattaruzza (Università di Berna) e Victor Zaslavsky (Università Luiss di Roma); la difesa da Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia) e Carlo Spagnolo (Università di Bari). Presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori (sindaco di San Mauro e fondatore del Processo), cancelliere che scriverà il verdetto in camera di consiglio Antonio Carioti (giornalista del Corriere della Sera). La giuria che emetterà il verdetto sarà presieduta da Fabrizio Casadei (Sammauroindustria), e vedrà la presenza di: Vera Bessone (Corriere Romagna), Onide Donati (L'Unità), Paolo Guiducci (Il Ponte), Silvia Paccassoni (La Voce), Ermanno Pasolini (Il Resto del Carlino), Francesco Zanotti (Corriere Cesenate). Nel corso della serata l’attore sammaurese Mirko Ciorciari leggerà alcune poesie pascoliane. La serata è organizzata dall’Associazione pubblico-privato Sammauroindustria, che riunisce i principali imprenditori di San Mauro e l’amministrazione comunale. Accusa e difesa nel Processo. Di seguito riportiamo le principali tesi che saranno addotte da accusa e difesa. Accusa: “Togliatti agli ordini di una potenza nemica”Togliatti come incarnazione della “doppiezza” comunista nell’Italia del secondo dopoguerra. Togliatti come interprete della traduzione nel Partito comunista italiano degli scopi della politica estera dell’Unione Sovietica: dalla svolta di Salerno alla questione di Trieste, dalla “rivoluzione mancata” all’atteggiamento circa il rimpatrio dei prigionieri italiani dall’Urss, dall’opposizione al Piano Marshall fino all’invasione dell’Ungheria nel 1956. La “doppiezza” togliattiana quindi non sarebbe solo e tanto legata alla compresenza nel Pci un’anima legalitaria e di un’anima rivoluzionaria, quanto dalla doppia identità di partito nazionale e di componente del movimento comunista internazionale guidato dall’Urss. Le nuove fonti di parte sovietica sono portate a sostegno dell’atto di accusa più esplicito verso l’allineamento di Togliatti agli indirizzi internazionali di Stalin. Muovendo dal rilancio di un anticomunismo democratico, una pesante accusa investe Togliatti e il gruppo dirigente del Pci nel secondo dopoguerra: aver indotto milioni di italiani, pur motivati da nobili ideali di eguaglianza e di solidarietà, in nome dell’ideologia stalinista, a sostenere il regime totalitario sovietico e quindi a renderne ambiguo e irrisolto l’atteggiamento verso una piena adesione alla democrazia repubblicana.  La difesa: “Costruttore della repubblica e della democrazia di massa”Occorre evitare di isolare lo stalinismo di Togliatti e del Pci dal ruolo da essi svolto nella storia d’Italia. La disposizione di nuovi archivi – sovietici ma anche statunitensi – dimostra che se le logiche della guerra fredda comportarono rigidi vincoli di appartenenza, la “doppiezza” di Togliatti non rese affatto incompatibile la lunga fedeltà al mondo sovietico con la fedeltà alla democrazia repubblicana. Essa maturò tramite l’adesione ad una via legalitaria e parlamentare (anche in contrasto con le prospettive rivoluzionarie pur presenti nel Pci) per le masse popolari, laddove aveva fallito il Partito socialista nella crisi drammatica del primo dopoguerra. In realtà, non solo Togliatti ebbe opinioni diverse da Stalin su temi importanti: le scelte sovietiche su Trieste, sui prigionieri italiani in Urss, sul Piano Marshall e su alcuni orientamenti di politica estera verso l’Italia. Egli promosse scelte decisive nel consolidare la Repubblica: la Costituzione come patto posto a fondamento della nuova Italia, l’ostilità all’anticlericalismo e al rischio di guerre di religione, l’apprendistato per milioni di contadini, operai e ceti medi alla vita democratica (il partito, il sindacato, la cooperativa, la casa del popolo, ma anche il Comune). Così facendo, Togliatti e il Pci diedero un concorso significativo alla costruzione della democrazia repubblicana. Perché il Processo il 10 agosto. L’iniziativa del processo è nata otto anni fa dall'associazione Sammauroindustria, con l'intento di riportare alla luce uno degli avvenimenti più bui della storia d’Italia: l’omicidio del padre di Giovanni Pascoli. In una data non scelta a caso, il 10 agosto, giorno dell’assassinio di Ruggero Pascoli; data tra l’altro immortalata dal poeta di San Mauro in una celebre poesia X agosto. Si sfidarono una pubblica accusa e una difesa, entrambe rappresentate da storici e intellettuali, con al centro una giuria pronta ad emettere il verdetto sul tema. A quel primo Processo, sempre il 10 agosto, ne sono seguiti altri sei, con al centro personaggi o tematiche legate alla storia di Romagna: il Processo al Passatore di Romagna (2002); il Processo alla cucina romagnola (2003); il Processo alla Romagna di Mussolini (2004), il Processo a Giuseppe Mazzini (2005); il Processo a Secondo Casadei (2006); Processo a Giuseppe Garibaldi (2007).

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