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casa_pascoli_1.jpgSAN MAURO PASCOLI - Una cena con un ospite illustre: Giovanni Pascoli. In un luogo di cui non si era mai saputo che avesse ospitato un evento così conviviale: il salone comunale. E invece quello che per decenni è stato una sorta di tormentone di paese, tra leggenda e realtà, conferme e smentite, ora ha trovato una versione ufficiale. Giovanni Pascoli cenò nel salone comunale del Municipio in piazza Mazzini a San Mauro. A svelare l’arcano è stato un collaboratore di Casa Pascoli, Giorgio Zicchetti, che scartabellando tra le numerose carte dell’archivio della casa natale ha scovato due documenti in questione, ovvero le ricevute dell’avvenuta cena. La cena avvenne nel 1910 in occasione della visita del poeta nel suo paese natale. Pascoli doveva tenere una commemorazione in onore di una lapide a Giuseppe Garibaldi, realizzata dal Comune e tutt’oggi visibile davanti al palazzo municipale dove è posizionata.

La cena fu preparata dalla Trattoria del Pesce di Rimini di Pirro Foschi, per circa 80 persone al prezzo convenuto di 2,70 lire a testa. Il documento rinvenuto da Zicchetti evidenzia anche il menù della serata: tagliatelle verdi, arrosto e fritto misto, frutta e formaggio. Fu in quella cena che il poeta riconsegnò le due medaglie a Eugenio Baldinini, garibaldino di San Mauro, soprannominato Sberaglia. Il garibaldino infatti in un momento di disagio economico era stato costretto a vendere le due medaglie di guerra. Il Pascoli si prese a cuore la vicenda facendo di tutto perché le medaglie ritornassero al legittimo proprietario. E attraverso il Ministero competente riuscì nell’impresa. Come raccontò Ruggero Tognacci nel suo libretto: “Il ritorno delle medaglie sul petto di Sbaraglia fu salutato a San Mauro, presente il Pascoli, con rivoli di frizzante sangiovese e con buone bottiglie di Champagne la Tour”.

Ritornando alla cena del 1910, era la quarta volta che Pascoli ritornava nella sua terra natale. Dopo la visita del 1897 ricevuto con tutti gli onori del caso da Laopoldo Tosi, in quegli anni amministratore della tenuta Torlonia, dove Pascoli si fermerà anche a dormire, il poeta farà tappa a San Mauro nel 1900, poi nel 1907 in occasione delle elezioni del consiglio comunale dove viene eletto. E infine nel 1910 in occasione della commemorazione del Garibaldi.

“Desidero anzitutto complimentarmi con Zicchetti per avere scovato questo documento ed avere così dato una risposta definitiva a un fatto di cui tanto si era parlato senza risposte precise in merito – ha detto il sindaco Miro Gori – In secondo luogo vorrei notare che la gestione comunale di Casa Pascoli continua a dare frutti di vario genere, anche relativi alle abitudini conviviali della nostra comunità e del nostro grande poeta”.

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