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luigino_liquore.jpgSAN MAURO PASCOLI – Giovanni Pascoli ha anche suo liquore. Si chiama il “Luigino” (nella foto), è un digestivo, e sarà venduto a Casa Pascoli. E’ quanto emerso nell’incontro svoltosi nei giorni scorsi nella Biblioteca comunale di San Mauro il giorno di San Crispino, alla presenza del sindaco Miro Gori, della curatrice di Pascoli Rosita Boschetti e del produttore Angelo Babini. Il Luigino è un liquore tratto dalle foglie di erba cedrina (o erba luigia), la pianta tanto cara al Pascoli in quanto ricordo della casa natale. “E soprattutto ricordo della madre, la sammaurese Caterina Vincenzi, alla quale era estremamente legato e che ricorre nelle sue poesie”, ha ricordato il sindaco Gori.

“Quella pianta aveva un doppio significato per Pascoli – ha sottolineato la Boschetti - una valenza storica, in quanto stava di fronte all’uscio della casa d’infanzia del poeta; una valenza simbolica, poiché quella pianta gli ricorda il periodo dell’infanzia e della spensieratezza, prima della tragedia dell’omicidio del padre. Il profumo della pianta gli fa ricordare il nido, il calore della casa e soprattutto la figura della madre. Quando poi Pascoli si laurea e gira l’Italia per l’insegnamento, per circa dieci anni si porta appresso con sé un vaso di cedrina per non dimenticare il ricordo di quel periodo. Non a caso appena arrivato a Barga fa subito piantare una pianta di quell’essenza proprio all’ingresso di casa. Pianta che si può vedere a tutt’oggi”.

Pianta che è possibile vedere anche nel giardino di Casa Pascoli a San Mauro. “E’ stato realizzato un percorso con le essenze botaniche a cui fa riferimento la poesia pascoliana, e tra queste, vicino all’ingresso di casa, c’è proprio l’erba cedrina”, ha proseguito la Boschetti.

Le caratteristiche del liquore sono state presentate da Angelo Babini, produttore del digestivo di Russi: “La ricetta del Luigino è semplice: 70 foglie di erba cedrina in ½ litro di alcool puro; nel contempo si fa lo sciroppo con ½ kg di zucchero nell’acqua e lo si lascia per una settimana. Si mette il tutto insieme e nasce così questo liquore. La ricetta me la insegnò un ortolano di Russi, poi fu un’insegnante a spiegarmi che questo era un liquore tratto da una pianta tanto cara a Giovanni Pascoli. E così eccomi qua con questa iniziativa”.

Il riferimento pascoliano sarà presente anche nell’etichetta delle bottiglie realizzate ad hoc per Casa Pascoli.

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