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Pleys Primo e Stefano fabbriLo zampirone. Quell’oggetto di cui non possiamo fare a meno in estate per tenere alla larga le zanzare. Facile da accendere, più difficile è spegnerlo, tanto che non esiste un modo per farlo. O meglio, non esisteva.

Perché a brevettare un metodo ci ha pensato un sammaurese, Stefano Fabbri, 38 anni all’anagrafe, seconda generazione alla guida di una storica officina di elettrauto a San Mauro.

 

La sua è una idea originale che incredibilmente non è venuta a nessuno, soprattutto a chi produce zampironi. Ebbene, il giovane sammaurese ha messo sul mercato con tanto di brevetto, “Pleys”, il primo porta spirali con pinzetta. Detto così non pare tutta questa invenzione. E invece l’originalità sta nella particolarità del prodotto: la pinzetta infatti funge da timer e consente lo spegnimento dello zampirone.

E’ strano ma nessuno aveva pensato a come spegnere lo zampirone una volta acceso – ha detto Fabbri al Corriere Romagna – Con la nostra invenzione la brace quando incontra la pinzetta si spegne automaticamente. Il prodotto è anche dotato di un piattino che raccoglie la cenere”.

L’intuizione è avvenuta per caso durante i mesi di lockdown. “Il lavoro in officina era diminuito sensibilmente dal momento che le auto praticamente non giravano. Aggiungiamoci la mia terza figlia che non dormiva la notte, e così per gioco insieme a mio babbo abbiamo fatto delle prove con una pinza che portava allo spegnimento dello zampirone. Il piattino alla base ha corredato il kit del prodotto quale raccoglitore della cenere”.

Il nome del prodotto arriva dall’appellativo di Stefano a San Mauro Pascoli. “Inizialmente avevamo pensato a spiral clip, però non ci convinceva. Cercavamo qualcosa che fosse meno esplicito. Mia mamma suggerisce il mio soprannome, all’inizio ero contrario, mi sembrava di stare troppo al centro dell’attenzione. Abbiamo fatto qualche sondaggio in giro, alla fine mi sono convinto”.

Il brevetto è arrivato il 20 aprile scorso insieme all’ingegnere riminese Andrea Busca. Per ora la vendita viaggia su internet (13 euro a pezzo), e con il passaparola che ha attirato l’attenzione di numerosi esercizi commerciali, ferramenta in primis. L’organizzazione è tutta familiare, i piattini li realizza un’azienda della zona mentre l’assemblaggio del kit avviene in casa. E così quella che era una delle storiche officine del paese (1974), ha saputo reinventarsi in qualcosa di nuovo. “Per ora abbiamo realizzato un migliaio di pezzi, la risposta è stata al di sopra delle nostre previsioni. L’obiettivo ovviamente è allargarci all’Italia intera”.

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