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insegne pubblicitarieOltre 80 mila euro di crediti. Sono quelli reclamati dal Comune di San Mauro alla società di riscossione della imposta comunale sulla pubblicità, in prima battuta l’Aipa (Agenzia Italiana per le pubbliche amministrazioni) di Milano, poi dalla Mazal Global Solution subentrata nel tempo. Una vicenda raccontata nei giorni scorsi dal Corriere Romagna, finita per vie legali, vinta dall’ente pubblico nei confronti di Aipa che deve sborsare 61mila euro, attualmente in corso invece è la causa con Mazal, per la cifra di 25 mila euro. Cifre non semplici da recuperare dal momento che Aipa è sotto amministrazione straordinaria a seguito della sentenza del tribunale di Milano che nel 2016 ha dichiarato l’insolvenza della società, e per Mazal le cui garanzie bancarie arrivano da China Taiping insuracne con sede in Gran Bretagna.

Il rapporto tra il Comune ed Aipa prende avvio nel 2011, quando l’Agenzia vince il bando di gara di evidenza pubblica, ottenendo il servizio di riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni. Il contratto stabilisce al concessionario una percentuale del 12,7% sulle riscossioni, con una quota annua garantita al Comune di 57mila euro. Il contratto è di 6 anni, a garanzia c’è una fideiussione di 57mila euro avallata da Finworld. Le cose filano lisce sino al 2014, quando complice la crisi dell’azienda milanese a livello nazionale non viene più versata la quota parte spettante al Comune. A certificare la situazione di crisi di Aipa, nel luglio del 2015 avviene il subentro di Mazal Global Solution con contratto d’affitto di ramo d’azienda. La nuova società si fa carico di una nuova fideiussione, questa volta garantita da China Taiping insuracne. Resta sul tavolo la questione dei crediti nei confronti di Aipa che ammontano alla cifra di 61 mila euro. Il Comune avvia un’azione legale che vince, tanto da ottenere la riscossione coattiva dell’importo per le cifre spettanti su parte del 2014 e nel 2015. Vittoria legale ma non ancora economica, in quanto la cifra deve ancora entrare nelle casse pubbliche.

Nel frattempo si incrina anche il rapporto con Mazal, all’inizio partito con regolarità dei versamenti. Al Comune spettano 25mila euro (quote del 2016), la società propone una transazione di 15 mila per chiudere la faccenda, l’ente sammaurese invece reclama l’intero importo. Per questa ragione ha avviato un’azione legale dando incarico agli avvocati Davide Morri e Giada Rossi di districare la matassa.

Come amministrazione siamo impegnati nel recupero di somme che sono dovute e spettano alla collettività – spiega l’assessore a Bilancio Albert AlessandriPurtroppo si tratta di procedure non semplici e dalla tempistica alquanto complessa, ci auguriamo di arrivare quanto prima alla soluzione”.

Nel frattempo il servizio di riscossione della pubblicità, dal 2017, è finito alla società Abaco di Padova, la quale per il servizio ha aperto uno sportello presso la Nuova Posta in via Matteotti.

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