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Piazza Giorgi PannelloSabato 10 febbraio alle 15.30 in piazza Giorgi sarà inaugurato un panello che riproduce la pianta storica del Castello e riporta i nomi delle 140 famiglie sammauresi che abitarono in quel luogo dal 1940 al 1950. Artefici dell’iniziativa tre sammauresi appassionati della storia del paese: Giuseppe Casadei, Mauro Rossi e Giorgio Zicchetti.

Del castello quattrocentesco ovviamente non c’è più traccia, tant’è che il suo abbattimento fu l’inizio degli attriti con i vicini savignanesi – hanno detto al Corriere Romagna, Casadei, Rossi e Zicchetti – Per tutti i sammauresi quella parte di paese viene indicata come il Castello, punto di ingresso di San Mauro. Cosa ci ha spinti a intraprendere questa iniziativa? L’amore per la storia della nostra San Mauro, passato che non vogliamo si disperda”.

Quella di sabato infatti fa parte di una lunga serie di iniziative tutte legate dal fil rouge della storia. Nel dicembre scorso hanno realizzato un calendario con storiche immagini di San Mauro corredate da brani di poesia in dialetto. Alcune settimane fa addirittura hanno acquistato a un’asta a Parigi una fotografia di Toro Ceccone del 1900, per poi donarla all’archivio di Casa Pascoli. Il Toro fece epoca, capostipite della razza bovina romagnola, premiato all’Esposizione mondiale a Parigi nel 1900.

Nelle prossime settimane un’altra proposta ancora più ambiziosa. Posizionare nella “chiesolina del camposanto”, così si è sempre chiamata, una lapide in marmo di Carrara di circa 6 metri recante una storica scritta in latino, citata sin dal tempo dei romani. “Non è un’operazione semplice, il luogo è vincolato dalle belle arti e quindi necessita di una procedura – spiegano i tre sammauresi – Pensiamo che la nostra richiesta vada a buon fine, alla luce del ritrovamento di un eccezionale scritto di Alfredo Panzini del 1907 che citava quella lapide in quel luogo. Lo scrittore nel suo viaggio in bicicletta da Milano a Bellaria, tenne un diario nel quale riportava ciò che vedeva. Il diario si trasformò in libro, ‘La lanterna di Diogene’, documento che abbiamo utilizzato per comprovare la presenza di quella storica lapide decenni addietro”.

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