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SAN MAURO PASCOLI – (31 marzo 2005) – Il cimitero di San Mauro si amplia. Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato sul settimanale “Il Ponte” del 20 marzo scorso dal titolo “Perché sia vero camposanto” a cura di Matteo Casadei.

«Cresce la popolazione di San Mauro e cresce contestualmente l’ampiezza del cimitero. Scongiuri a parte, il dato è oggettivo. “C’è una grande necessità di loculi - spiega Manuel Buda, assessore ai Lavori Pubblici - in quanto il cimitero cosiddetto nuovo si è andato esaurendo velocemente per l’aumento demografico registrato negli ultimi anni. Occorreva quanto prima costruire una nuova ala ed il progetto esecutivo, realizzato internamente dal nostro ufficio tecnico con evidente risparmio di costi, è quasi pronto; comporterà una spesa intorno a 1,8-2,00 milioni di euro e un anno e mezzo circa di lavori; si ritiene che il fabbisogno sia sufficiente per 10-15 anni”. L’assessore snocciola altre cifre. L’ampliamento, posto a sud-ovest dell’esistente, ha un’ampiezza di 1420 mq e comprende un’area verde di circa 500 mq, all’ingresso, che rappresenta un elemento nuovo, una sorta di zona di meditazione. Infatti nei cimiteri difficilmente  è possibile sedersi; l’area sarà attrezzata con panchine per la sosta ed eventualmente completata con plance d’arredo che richiamino poesie pascoliane. La nuova ala consta di 560 loculi e 32 tombe di famiglia da 10 loculi ciascuna. L’amministrazione comunale ne ha messi in vendita 350, insieme a tutte le tombe di famiglia; il corpo grosso è stato in larga misura già acquistato allo scadere del bando, i primi di febbraio. Quanto alle caratteristiche architettoniche della nuova struttura, la facciata sarà in mattoni rossi a vista; il costruito consisterà in due grandi blocchi parallelepipedi organizzati su due piani e percorribili con scale ed ascensore;la copertura è prevista in acciaio e vetro per dare luminosità e leggerezza agli edifici. “Il progetto, esposto nell’atrio del comune- continua l’assessore Buda - è visibile a tutti.  Presenta aspetti molto innovativi e si stacca parecchio dall’esistente. Non era possibile realizzare un cimitero di tipo convenzionale, all’aria aperta. Occorreva invece ottimizzare lo spazio sfruttandolo in verticale, come del resto avviene oggi laddove le aree di ampliamento sono poco estese”.» (Tratto dal settimanale “Il Ponte” del 20 marzo scorso dal titolo “Perché sia vero camposanto” a cura di Matteo Casadei).

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