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 SAN MAURO PASCOLI – (13 Luglio 2005) - Domenica 17 luglio 2005 nel parco della Casa Protetta /RSA Domus Pascoli di S. Mauro Pascoli (via Manzoni) si svolgerà l’annuale “Festa d’Estate”. Un’occasione per ricordare i compleanni degli ospiti nati nel mese di luglio, ma soprattutto per festeggiare il testimonial della longevità: Mario Bondini (nella foto). Nato nel lontano 1905 a S. Egidio, immediata periferia di Cesena, in una famiglia patriarcale e benestante, era il quinto di ben 18 fratelli. Nessuna meraviglia. Ai primi del ‘900 in una economia prettamente agricola, le braccia erano una fondamentale risorsa. E’ stato cosi che anche Mario ha contribuito al mantenimento della famiglia dedicandosi, sotto la guida del padre, a tutte le attività dei propri terreni ed a prestazioni di servizi verso terzi. Due i “lavori” che Mario ricorda con piacere durante i suoi racconti: dissodare il terreno, durante le ore notturne delle caldi estati d un tempo, con la fidata coppia di buoi ed essere ingaggiato, per la sua grande resistenza alla fatica, non certamente poca, considerato che la tiratura e la macerazione della canapa si effettuavano nel periodo luglio-agosto e immersi nelle acque stagnanti dei maceri. Ma dall’amore per la campagna Mario ha saputo, durante la sua giovinezza, trarne una filosofia di vita. Appagare il proprio forte e determinato carattere personale con spiccata disponibilità alle relazioni sociali e appassionarsi a passatempi semplici, tipici del suo tempo e dei romagnoli, quali il gioco delle bocce, della caccia e… delle discussioni. Convola a nozze nel ‘36 portando all’altare Fernanda, che sceglie per le sicure virtù di essere ottima madre e “donna di famiglia”. Il periodo a cavallo della seconda guerra mondiale ha chiamato Mario ad un impegno non indifferente: tre figlie, Giovanna, Sandra, Rosanna, cui provvedere nel mantenimento e negli studi; il doppio lavoro, dipendente ECA al mattino, coltivatore di un piccolo appezzamento di terreno al pomeriggio; la modesta casa da pagare. Sono state sfide impegnative ma comunque vinte. Gli anni ‘70 dovrebbero essere quelli del riposo e del godimento della famiglia e dei nipoti, ma purtroppo perde la moglie e rimane solo. Per sua volontà e per amore della sua irrinunciabile libertà rimane nella propria casa autogestendosi nel rispetto delle sue abitudini lavorative e nei suoi passatempi. E’ così che anno dopo anno Mario verso il ‘90 comincia a sentire i primi segni della vecchiaia. Forzatamente si trasferisce a casa della figlia Sandra e supera grazie alla sua forte fibra e alle premurose cure delle figlie Rosanna e Sandra qualche rottura di arti e un ictus. La decadenza fisica ed intellettiva stanno procedendo inesorabilmente e Mario, con grande amarezza, ogni giorno prende coscienza di non poter ritornare all’idea che ha di se stesso e che l’accompagna da sempre. “Non importa il tempo che è passato, fosse anche 100 anni, importa solo quello che manca al momento in cui potrò fare quello che ho sempre fatto”. Oggi vive serenamente nella Casa Protetta Domus Pascoli, dove domenica prossima sarà festeggiato dai famigliari, dal personale, dal Consiglio di Amministrazione e da tutta la cittadinanza.

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