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SAN MAURO PASCOLI – (21 Luglio 2005) – La notizia ha fatto il giro d’Italia ed è stata ripresa anche da qualche quotidiano locale. In un Istituto Tecnico di Treviso un ragazzo con la sindrome di Down si è diplomato con il massimo dei voti (100/centesimi). Ma cosa c’entra questo giovane con San Mauro? In qualche modo c’entra se si pensa che Fabio Lombardi, questo il suo nome, si è diplomato presentando una tesina su Giovanni Pascoli. Di seguito riportiamo il servizio pubblicato su “La Padania” dal titolo “Down maturo con il massimo dei voti” in data 7 luglio scorso.

 «Lorenzo Lombardi, sotto il suo ombrellone sulla spiaggia di Caorle (Venezia), riceve visite da questa mattina, da quando, cioè, si è diffusa la notizia che Fabio, il suo ragazzo di 19 anni con la sindrome di Down, è uscito dall’esame di maturità all’Istituto professionale per il commercio “Fabio Besta” di Treviso con un 100 tondo tondo. Villeggianti comuni che vengono a congratularsi ma anche, ed è questo, per il genitore, il vero “miracolo”, persone che si trovano in situazioni familiari simili, con un punto interrogativo sul futuro di un figlio nato con un handicap, con la voglia di vedere se davvero un successo scolastico di questa portata sia possibile per tutti e se e quanto l’esperienza tra i banchi contribuisca a migliorare la condizione soprattutto psicologica di chi vive questo problema. «Va detto fin dall’inizio, perché non ci siano fraintendimenti, che il 100 di Fabio sta sul tabellone assieme a quello degli altri suoi compagni - ricorda il padre - ma non si tratta di un vero diploma perché per lui c’è stato un percorso differenziato e quello che ha superato, alla fine, sia pur rinunciando all’assistenza di un insegnante di sostegno sia agli scritti sia agli orali, non è un esame di Stato». Fatta questa puntualizzazione, tuttavia, il risultato in sè «ha un valore grandioso - dice Lorenzo Lombardi -, in termini di socializzazione e di addestramento alla vita». «Il merito è suo, certamente - aggiunge - e degli insegnanti che l’hanno seguito per cinque anni con passione, consentendogli di liberare tutte le sue capacità». Merito anche della famiglia, in ogni caso, che alla nascita di Fabio ha abbandonato un “paradiso terrestre”. «Era un ristorante in un posto meraviglioso dove ci eravamo trasferiti da Treviso molti anni fa - spiega Lorenzo - in una villa veneta sui colli di Rua di Feletto, nella parte alta della provincia». Un posto finito nelle migliori guide del turismo gastronomico di allora e per il quale erano già stati assegnati sostegni pubblici per 1,2 miliardi di lire. «Quando è nato Fabio abbiamo capito che dovevamo cambiare vita, abbiamo rinunciato a ristorante e contributi - ricorda ancora il padre - per tornare in città, dove le condizioni per assicurare al bambino una vita migliore certamente erano più praticabili». La domanda, perciò, se un’assistenza di questo tipo sarebbe o meno alla portata di tutti non ha una soluzione in termini di capacità economiche. La disponibilità, fa capire ancora il genitore, va letta come tempo e dedizione. «Soddisfazioni come questo risultato scolastico - conclude però - ripagano di ogni sforzo». Fabio ora ovviamente non potrà iscriversi all’università ma per lui l’istituto trevigiano ha offerto un’opportunità inedita, cioè un sesto anno in cui il ragazzo si specializzerà nel settore turistico. Un lavoro tutto sul pc, viene spiegato, dato che con microchip e software lui sembra in grado di dare dei punti anche ai cosiddetti normodotati. Soddisfazione, naturalmente, anche da parte dei vertici scolastici. «Un 100 preso da Fabio - osserva il preside del “Besta”, Carmelo Ruggeri -, anche se non lo si può confrontare con le graduatorie degli altri studenti, da un certo punto di vista può valere 200. In parole povere - conclude - un punteggio così sta a significare che in cinque anni di studio il ragazzo non ha mai sbagliato nulla». Dei metodi di studio seguiti per Fabio parla Annalisa Paris, la docente di sostegno nel corso di tutti i cinque anni di carriera scolastica alle superiori durante i quali lo studente ha anche avuto la possibilità di frequentare delle esperienze di tirocinio in ambienti lavorativi. Per l’insegnamento sono state utilizzate immagini - fotografie e disegni - ed il linguaggio informatico fino ad approdare alla “generalizzazione del pensiero astratto”. Per accedere alla prova finale, Fabio ha elaborato una tesina di letteratura riguardante Giovanni Pascoli, scegliendo poi come materie di discussione alcune norme sul sistema di diritti e doveri dei lavoratori oltre ad una questione specifica di economia aziendale. Il ragazzo era l’unico iscritto portatore di handicap al “Besta”, mentre altri casi equiparabili al suo stanno compiendo propri percorsi di studio in altri istituti scolastici trevigiani» (Da “La Padania” dal titolo “Down maturo con il massimo dei voti” pubblicato in data 7 luglio scorso).

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