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SAN MAURO PASCOLI (31 Agosto 2005) – Incredibile ma vero: la Repubblica di San Marino ha stampato ben 4 francobolli su Giovanni Pascoli, in occasione dell’anniversario del 150° della nascita del poeta. L’Italia invece non ha fatto nulla. Di seguito riportiamo l’articolo pubblicato su La Voce di Romagna del 31 agosto (“L’Italia si dimentica di Giovanni Pascoli, San Maurino invece emette quattro francobolli”) che ha dato notizia del fatto.

 «Cataloghiamo la notizia tra gli strani paradossi della vita: l’Italia si è dimenticata il suo poeta. La vicina San Marino no. Di chi parliamo? Di Giovanni Pascoli, di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della nascita. Dove sta l’anomalia? Nel fatto che la Repubblica di San Marino, per onorare questa ricorrenza, ha emesso ben quattro francobolli (disponibili già dal 26 agosto), mentre la nostra Repubblica ha nicchiato in proposito. Sarà per il fatto che il Ministero già negli anni passati aveva emesso dei “Pascoli filatelici”, fatto sta che il paradosso appare in tutta la sua grandezza ora che la vicina (e piccola) San Marino ne ha dedicati ben quattro. E allora vediamoli questi francobolli sammarinesi. In quello da 36 centesimi, attraverso i versi de “L’aquilone” (tratto dai “Poemetti”) rivive il ricordo gioioso e doloroso insieme dell’infanzia e di un compagno morto: “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico: …felice te che al vento non vedesti cader che gli aquiloni”. La cartavalore da 45 eurocent offre un’immagine del monte Titano, a sottolineare i versi della lirica “Romagna” (ripresa da “Myricae”): “…il paese ove, andando, ci accompagna l’azzurra vision di San Marino” e un frammento di “Mons Titan” (“Carmina”): “laeto salutat murmure te, triceps Titan”. Occorre infatti ricordare che il Pascoli fu anche un grande latinista, più volte premiato a livello internazionale per i suoi scritti nell’antico idioma. È invece “La cavalla storna”, inserita fra i “Canti di Castelvecchio”, protagonista dell’1,00 euro. La madre del Pascoli interroga l’animale per sapere chi fosse l’assassino del marito: “O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna” e il conclusivo “Disse un nome. Sonò alto un nitrito”. Sullo sfondo della vignetta, una veduta interna della Torre, la fattoria in cui il poeta abitava al tempo della tragedia, e uno schizzo di suo pugno sul manoscritto originale. Il 2,00 euro, infine, proponendo il volto del Pascoli richiama “L’ora di Barga”, ripresa anch’essa dai “Canti di Castelvecchio”. “Tu dici, È l’ora; tu dici, È tardi, voce che cadi blanda dal cielo. Ma un poco ancora lascia che guardi l’albero, il ragno, l’ape, lo stelo, cose ch’han molti secoli o un anno o un’ora…”. I versi si dissolvono nel paesaggio appenninico, dominato dal campanile della Pieve.» (Da La Voce di Romagna del 31 agosto “L’Italia si dimentica di Giovanni Pascoli, San Maurino invece emette quattro francobolli”).

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