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SAN MAURO PASCOLI – (13 settembre 2005) - Avete presente la tragica rapina avvenuta ieri in una villa a Taormina, che è costata la vita al proprietario? Bene, anzi male, se si pensa al tipo di notizia. Il fatto è che questa notizia, che ha fatto il giro su tutti i mezzi di informazione d’Italia, su alcuni giornali è stata accompagnata da una tabella che riportava le principali rapine avvenute quest’anno nella nostra penisola. E scorrendo l’elenco di questi fatti, numerosi giornali hanno riportato quella avvenuta a San Mauro Pascoli il 3 febbraio scorso che ha avuto quale vittima Tonino Forti, imbavagliato e aggredito da tre albanesi (vedi news in questo sito del 04.02.2005). Tra i tanti articoli pubblicati in merito ho deciso di segnalarne uno, uscito sul quotidiano Brescia Oggi (“Un anno di violenze e famiglie in ostaggio”) in data 13 settembre. Quel che è certo, purtroppo, è il fatto che la notizia non fa onore al nostro paese.

«La tragica rapina a Taormina è il più grave episodio di una lunga serie di assalti in abitazioni nel 2005. Il 3 gennaio a Roteglia di Castellarano (Reggio Emilia) un imprenditore è ferito con una bastonata da quattro rapinatori che lo aspettano nel garage e lo obbligano ad aprire la villa dove, dopo aver rinchiusa la moglie in una stanza con la minaccia di una pistola, rapinano i preziosi. Il 27 gennaio a Pian Camuno (Brescia) un imprenditore e il figlio sono feriti a colpi di pistola da rapinatori entrati in casa: vengono arrestati alcuni albanesi, uno dei quali evade da San Vittore. Il 3 febbraio a San Mauro Pascoli (Forlì), un imprenditore viene ferocemente percosso da tre albanesi. Quattro giorni dopo a Rivarolo (Torino), padre, madre, tre figli piccoli e i suoceri, sono terrorizzati da quattro persone armate di pistola e punteruoli e con il viso coperto. Il 10 giugno ad Appiano (Bolzano) tre incappucciati entrano in una villa, tramortiscono la padrona con una chiave inglese. E il 3 luglio a Pieve d’Olmi (Cremona) una donna affronta i banditi con una mazza da baseball per difendere il suo bimbo, ma viene picchiata e ferita con un cacciavite». (Tratto da Brescia Oggi, “Un anno di violenze e famiglie in ostaggio”, in data 13 settembre)

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