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SAN MAURO PASCOLI – Riportiamo questa curiosa notizia pubblicata su Il Corriere Romagna del 17 novembre scorso (“Fugge il toro, due ore di paura e inseguimenti”), segnalatoci dal nostro fedele lettore Flavio Biancoli (per gli amici Pitone).

«Due ore di tensione ieri mattina per la fuga di un toro, con la periferia cittadina trasformata in una piccola Pamplona. La bestia, oltre quattro quintali di peso e due corna già in bella evidenza nonostante la giovine età, ha cercato di evitare la fine cui era destinato: la macellazione nella struttura di San Mauro Pascoli. Il vitellone (a due anni assumono poi la definizione “ufficiale” di tori, ma quelli della famosa corsa spagnola hanno proprio l’età e le dimensioni di quello fuggito ieri) arrivava da un allevamento di Bologna, scelto da un macellaio della zona. Mentre scendeva dal camion per essere avviato verso la fine, evidentemente l’animale ha subodorato che dietro le porte di quel capannone non doveva aprirsi un destino felice per lui. Così il torello è riuscito a divincolarsi e si è dato alla fuga in un campo. Mentre era sull’erba, è stato colpito con un dardo narcotizzante dal veterinario dell’Ausl di Cesena Gustavo Baronio. Nonostante la siringa di anestetico, il torello ha continuato a fare le bizze e a caricare di tanto in tanto chi tentava di avvicinarsi. L’animale poi ha abbandonato il campo e si è diretto verso la strada, entrando in un distributore. Gli addetti del macello e i veterinari hanno continuato a seguirlo. Una sorta di “corrida” che a un certo punto, col diffondersi delle voci in paese sulla fuga del toro, ha rischiato di trasformarsi in una piccola Pamplona al contrario. Se nel centro spagnolo i cittadini precedono i tori in fuga per le strade fino all’arena, ieri a San Mauro un centinaio di persone si muovevano seguendo a distanza gli spostamenti dell’animale. Mentre era nell’area del distributore, il torello è stato colpito da un altro dardo con narcotico. L’animale a quel punto, “addolcito” dalle due frecce, si è fermato in un prato poco distante dal macello, tra la via Cagnona e il centro giovani. Lì è stato “accerchiato” dal personale della struttura e dai veterinari di servizio, tra i quali il veterinario responsabile dell’Ausl. Sul posto si erano intanto portati anche gli addetti della polizia municipale di San Mauro Pascoli. Duplice l’incarico: da una parte chiudere il traffico ed evitare che qualcuno potesse farsi male, dall’altra “disciplinare” il flusso di curiosi e “spettatori”. A un paio di ore dalla fuga, il torello è stato finalmente ricondotto nel macello, ma non ha voluto smentire la sua fama: nonostante le dosi di narcotico iniettategli, non è crollato. Si è avviato verso il capannone sulle sue zampe (nelle foto), scortato e trainato da un camion.» (Tratto da Il Corriere Romagna, “Fugge il toro, due ore di paura e inseguimenti”, del 17 novembre 2005).

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