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SAN MAURO PASCOLI – (15 Gennaio 2006) - «Mappatura delle insidie sulle strade del Rubicone. L’associazione “Puri”, che da anni si batte per fermare le “stragi sull’asfalto” ha deciso di passare ai raggi x i principali percorsi del territorio, per scoprire le situazioni di pericolo. L’operazione, che andrà avanti per tutto il 2006, è partita dall’itinerario seguito da un automobilista tipo che, partendo da San Mauro Pascoli, vuole imboccare l’autostrada A14 a Rimini Sud. Ne è emerso un quadro preoccupante, in particolare in prossimità della zona artigianale lungo via Cagnona e nella zona dell’incrocio della “quattro strade”: due punti in cui è stato pagato un doloroso tributo di sangue più di una volta. Giuseppe Raduano, presidente della onlus sammaurese, fa una premessa: quasi tutti i sinistri sono “riconducibili ad un errore umano”. Ma aggiunge che spesso ci sono anche “responsabilità istituzionali per alberi o pali in posizione pericolosa, buche non segnalate, strade sottodimensionate, carenze di piste ciclabili, segnaletica errata o ingannevole, errori di progettazione, inadeguatezza dei controlli, guard-rail ghigliottina, cordoli a spigolo”.“In Italia - continua - un incidente mortale su tre è dovuto alle condizioni delle strade e, se non ci saranno correttivi, una famiglia italiana su dieci avrà un morto od un disabile grave all’interno delle mura domestiche per colpa di un incidente stradale. L’Italia ed in particolare la nostra Regione tra i primissimi posti in Europa per numero di morti sulle strade: un quinto sul totale dei 25 Paesi dell’Unione Europea”. Di fronte a questo quadro il timoniere della Puri sollecita le istituzioni pubbliche a mettere maggiore impegno e ad avere uno spirito più collaborativo. Per esempio, la onlus ha “inutilmente proposto la nomina di un collaudatore delle strade per monitorare periodicamente lo stato di sicurezza”. Ora l’iniziativa che ha deciso di lanciare va proprio in questa direzione, nel tentativo di mostrare l’utilità della proposta e farla “sposare” dagli enti locali. L’inizio del primo percorso preso in considerazione è collocato “su strade urbane, con segnaletica orizzontale di sosta scolorita e posta ad una distanza dall’incrocio inferiore a quella minima prevista dal codice della strada”. In uscita da da San Mauro Pascoli appare poi un “paradossale segnale di fine limite di velocità 30 km/h poco prima di un segnale seminascosto che obbliga a dare la precedenza. Non si tratta di un caso isolato”. Uno dei punti più critici la “tristemente famigerata” via Cagnona. Dopo il cavalcavia dell’autostrada, c’è la svolta in via Bellaria Nuova e si attraversa la nuova zona artigianale, “contraddistinta - continua nella sua analisi la Puri - da svincoli aziendali molto pericolosi. Non sono infatti presenti dossi od altri accorgimenti per limitare la velocità o migliorare la visibilità. C’è invece qualche passaggio pedonale variopinto, che rende più scivoloso il manto stradale e che non corrisponde alla colorazione prevista dal Codice della strada”. Dopo la rotatoria della Torre, si svolta sulla strada che collega il luogo pascoliano alle “quattro strade”. Qui il problema sono i “profondi fossati ai margini della strada, priva di pista ciclabile: sono pericolosissimi e non protetti”. Anche quando si imbocca la rotatoria bisogna fare “molta attenzione al muretto in cemento armato sul lato destro”. Dalle “quattro strade” si accede alla via Antica Emilia, ed ecco nuove insidie: “Nonostante la proibitiva larghezza della strada ed il divieto, vi transitano molti autocarri pesanti, poichè c’è una quasi totale assenza di controlli da parte delle forze dell’ordine”. La Puri conclude il suo sopralluogo in località San Vito, senza esprimere commenti in quanto “la situazione è in evoluzione, visto che sono in costruzione nuove rotatorie”.» (Tratto da Il Corriere Romagna del 5 gennaio scorso, “Mappa delle insidie sulle strade”).

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