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SAN MAURO PASCOLI – (8 Marzo 2006) – Pubblichiamo di seguito questa bella riflessione sulla giornata di oggi, l’8 marzo festa della donna, proposta da Luciana Garbuglia, che ringraziamo per questo intervento.

 «E’ arrivato l’8 marzo anche quest’anno, con le sue mimose a volontà: ma è di questa festa così commerciale che le donne hanno bisogno? Ben venga però questa festa se essa ci aiuta a riflettere e valutare da dove siamo partite e dove siamo arrivate. Si celebra quest’anno il 60° anniversario del voto alle donne, nel 1946 le donne ottennero il diritto al voto e ad essere elette alle Camere, questa è certamente una occasione da ricordare e festeggiare, anche se guardando alla situazione odierna, nelle recenti candidature politiche, vediamo che c’è ancora molto da fare. L’Italia è ancora uno dei paesi con minore rappresentanza femminile in Parlamento, ha anche altri primati negativi: è ai primi posti in Europa per quanto riguarda la percentuale di donne che smettono di lavorare a causa degli impegni familiari, per il basso tasso di occupazione femminile, per la scarsa presenza delle donne nei posti di responsabilità. La parità è ancora un’affermazione di principi scritti sulla carta, è una parità proclamata ma non praticata, se guardiamo alla divisione dei compiti in casa, al tempo dedicato al lavoro di cura della famiglia, alla responsabilità nei confronti dei figli e dei genitori a carico delle donne. Nei paesi sviluppati le donne hanno comunque conquistato molti diritti anche se non la parità con gli uomini sia nel lavoro come in tanti ambiti di vita. Pensiamo anche alla donne nei paesi in via di sviluppo, la condizione delle donne è ancora drammatica: si va dalle condizioni di lavoro molto precarie, all’aborto selettivo in Cina ed in India, alla pratica dell’infibulazione, alla mancanza di legislazione sulla salute delle donne, per non parlare delle schiave del sesso che sono una triste realtà anche in Italia. Mi sembra necessario, quindi, ribadire la necessità dell’8 marzo per riflettere e cercare di risolvere questi problemi anche se bisognerebbe discuterne e trovare una soluzione tutti i giorni e non una volta all’anno. Vorrei allora che veramente l’8 marzo fosse festa per tutte le donne, noi utilizziamolo per provare ad immaginare come potrebbe essere una società in cui uomini e donne avessero pari accesso alla rappresentanza politica come ai lavori domestici, pari condizioni nella libertà di usufruire dei diritti e nel dovere di condividere responsabilità L’augurio è di non perdere la speranza di festeggiare quel giorno insieme, uomini e donne. Buon 8 Marzo». (Luciana Garbuglia)

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