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municipio con_fontanaSavignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli entrano nella storia, deciderà il tempo se con la “S” maiuscola oppure no. I due enti, infatti hanno detto sì al comune unico, avviando formalmente il processo che li porterà a fondersi. I due consigli comunali a maggioranza hanno dato il via al processo di fusione, chiedendo di fatto alla Regione Emilia-Romagna di attivare l'iter istituzionale previsto per raggiungere tale obiettivo. Iter durante il quale i cittadini savignanesi e sammauresi saranno chiamati a dire l'ultima parola, attraverso il referendum.

 

“Questa sera siamo stati chiamati a una delle scelte più importanti che la nostra comunità abbia mai preso - ha esordito il sindaco Miro Gori - dopo tanta storia, dopo tante vicende, dopo tante lotte con Savignano, proponiamo di fonderci con Savignano stessa e questo perché per essere veramente sammauresi, dobbiamo diventare savignanesi e viceversa: solo in questo modo i nostri attuali campanili potranno continuare a crescere e potranno garantirsi un futuro”.

“Noi oggi deliberiamo la fusione – ha dichiarato il Sindaco Elena Battistini - ma i nostri territori da tempo si abbracciano gli uni con gli altri. Ricordiamo che questo non sarà un punto di arrivo ma un punto di partenza”.

Le ragioni di questa scelta sono molteplici, si legge nella nota congiunta dei due comuni. Innanzitutto il nuovo comune che nascerà, conterà 30mila abitanti e potrà sedersi, grazie alla sua forza economica, demografica, culturale, ai tavoli della provincia unica di Romagna, a quelli regionali, nazionali ed europei con maggiore peso politico. Non solo: avremo un comune più efficiente ovvero capace di offrire, a fronte della situazione di crisi, identici se non migliori servizi ai cittadini. Di fatto, mettendo assieme le forze si potrà ottenere una più puntuale specializzazione dei funzionari: specializzazione necessaria per rispondere alle sfide sempre più ardue del presente.

La seconda ragione è di tipo più immediato, risponde alla situazione di grandissima crisi che ad oggi attanaglia i comuni. Il Comune Unico darà risposte come le economie di scala e il taglio ai costi della politica: un solo sindaco e metà degli assessori attuali. Considerevoli inoltre i finanziamenti che deriveranno dallo Stato (10milioni di euro in dieci anni), dalla Regione (5.625.000 euro in 15 anni) e, inoltre, la prima posizione che si otterrà in modo automatico in tutti bandi per finanziamenti regionali. Infine nei primi anni il nuovo comune sarà libero dalla camicia di forza imposta dal Patto di Stabilità.

Dopo le deliberazioni dei consigli comunali di Savignano e San Mauro, sarà convocato un referendum, strumento basico e ineludibile della democrazia: saranno cioè i savignanesi e i sammauresi a dire se vogliono fondersi o no. Difatti, se è vero che il referendum, previsto dalla legge, ha valore consultivo, la regione Emilia-Romagna ente deputato alla deliberazione finale ne garantisce il rispetto.

Per ciò che riguarda il nome del nuovo comune, questo nascerà dall'incontro tra il Rubicone e Pascoli: “le due più eccezionali immagini, per così dire, del nostro territorio.- ha precisato il sindaco Gori - Tipicamente glocali cioè globali e locali, provinciali e mondiali”.

“Quella della fusione è una grande sfida che noi lanciamo ma che dovranno affrontare gli amministratori che verranno perché gli attuali vivranno il Comune Unico da cittadini. - ha concluso il Sindaco di Savignano sul Rubicone Elena Battistini – E' un passo lungimirante che non potevamo non fare adesso. In un tempo storico che ci consente appena di pensare al presente, ci accingiamo con questo atto a programmare il futuro”.

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