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Riceviamo e pubblichiamo dalla sezione di Italia Nostra di San Mauro Pascoli.

ItaliaNostraQuesto articolo si inserisce in un dibattito, ormai da qualche tempo in scena a San Mauro Pascoli, relativo alla costruzione di un teatro ed alla sua posizione all’interno del territorio comunale. La centralità e l’importanza della questione interessa non solo l’opera in sé intesa come edificio dello spettacolo ma anche come rappresenterà una città ricca di tradizioni e legata culturalmente al poeta Giovanni Pascoli.

L’amministrazione comunale prevede di collocare il teatro al di fuori del centro storico nell’area che si estende tra il centro giovani e il depuratore di Hera. Questa scelta è alquanto discutibile per diversi aspetti, tra cui la marginalità di una zona estranea ai luoghi significativi per i sammauresi e l'assenza dei connotati naturalmente riferibili ad un luogo destinato ad accogliere un'opera di così grande valore per la comunità e la città.
Infatti la città ha tempi lunghi di sedimentazione, modi di vita, abitudini, percorsi, che consentono agli abitanti di appropriarsene maturando il piacere di vivere in quei luoghi.

Pensarlo nella posizione proposta dal Comune sarebbe a dire stravolgere l’anima di un  luogo, sarebbe a dire estirpare le radici della nostra identità. Ora che si parla di sostenibilità in tutte le cose che facciamo, dalla raccolta rifiuti, alle verdure km 0, alle auto, ci ritroviamo la possibile operazione di espandere San Mauro in quest’area con altissime criticità per ottenere in cambio una sala per spettacoli che non sappiamo neanche con che soldi gestirla ed alimentarla. Cosa vorremmo divenisse questo teatro per San Mauro? Se crediamo che esso debba riqualificare la città, come possiamo pensare di porlo al di fuori di essa?

Si può immaginare un teatro collocato in un luogo senza alcuna relazione con il cuore della nostra città e con la pretesa di assumere l’identità dei sammauresi? Siamo disposti a far realizzare il teatro in un’area agricola sobbarcandoci il peso di almeno altri 300 appartamenti? Fare un accordo di programma cercando la via più breve e senza consultare la popolazione non è democrazia, ma mero interesse speculativo e di slogan. Difatti lo sviluppo del paese è già stato delineato nel testo normativo del P.R.G. con una pianificazione territoriale urbanistica che contempla gli insediamenti previsti con la relativa sostenibilità e di questa urbanizzazione improvvisata non vi è traccia.

Italia Nostra propone come il teatro debba essere una scelta architettonica, ma prima di tutto politica. Infatti se esso deve rappresentare la comunità si deve identificare attraverso un luogo di memoria o di particolare interesse culturale e artistico del paese come il centro storico del Capoluogo. Per queste ragioni se deve essere al di fuori del centro storico, allora la sua sede naturale è il sito di Villa Torlonia, monumento non solo Sammaurese, ma di tutto il territorio del Rubicone.
Simbolo della poesia di Giovanni Pascoli, il teatro così non sarà strettamente legato al solo capoluogo di San Mauro, ma diverrà il “Teatro della Città del Rubicone”
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