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crocifisso_giottoSAN MAURO PASCOLI - Crocifisso sì, crocifisso no nell'aula consiliare. Se n'è parlato in aula nell'ultimo consiglio comunale dopo che la Lega ha presentato un ordine del giorno per affiggere il crocifisso nell'aula del consiglio comunale, così come anticipato nel blog di questo sito. La votazione finale ha visto il voto contrario della maggioranza, favorevoli il Pdl e la Lega Nord. Vivace il dibattito, di cui riportiamo alcuni stralci in ordine di intervento.

 

Miro Gori: “Il crocifisso ha una sua importanza nella storia, così come la figura di Gesù Cristo. La nostra cultura occidentale, però, non si fonda solo sul cristianesimo, bensì su quattro cardini: quella greca; quella romana; l'illuminismo; quella cristiana. Se dovessimo mettere dei simboli nell'aula consiliare metteremo, oltre alla croce di Cristo, anche Platone, Giustiniano e Voltaire. Nel vangelo di Matteo poi Gesù dice “chi mi vuol seguire prenda la sua croce e mi segua”; dice “prenda” non “appenda”. Non solo: già nel cristianesimo nel passo “date a Cesare ciò che è di Cesare...” c'è la separazione tra Stato e Chiesa”.

Angela Benedetti: “A scuola viviamo in una situazione per certi aspetti incredibile. C'è chi entra in aula e toglie il crocifisso, altri che lo mettono. Tutto ciò a seconda delle proprie credenze. Il crocifisso, quindi, anziché essere elemento di unione finisce per essere un elemento di divisione”.

Nicola Ravagli: “La croce è il simbolo della nostra cultura. Se oggi si toglie il crocifisso, come detto dal consigliere Benedetti, più avanti si toglieranno altri simboli. Il prossimo passo potrebbe essere la bandiera”.

Manuel Buda: “viviamo in uno stato laico non laicista. Il crocifisso non può essere motivo di strumentalizzazione e battaglia politica. La battaglia sui simboli è una battaglia di retroguardia, che la Lega non fa altro che strumentalizzare. Singolare che oggi difenda quella bandiera un tempo bruciata nelle piazze”.

Luca Lucarelli: “Ci riconosciamo in alcuni valori di riferimento che sono parte della nostra identità: la croce è parte di essi. La croce non è un simbolo che offende. Propongo che in aula oltre al crocifisso ci sia anche la bandiera italiana”.

Albert Alessandri: “si sta cercando di espropriare i simboli dal loro valore e utilizzarli per consenso politico. Non si può che rifuggire da questa pratica”.

Il voto finale ha visto la bocciatura dell'ordine del giorno presentato dalla Lega con i voti favorevoli solo del Pdl e della Lega.

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