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guidi_moris.jpgSAN MAURO PASCOLI - L'asilo previsto nell'azienda Rossi-Gucci non sarà realizzato. E scoppia la bagarre. A innescarla è il Pdl di San Mauro che prima ha sparato addosso alla maggioranza in una conferenza stampa, poi ha alzato le barricate nel consiglio comunale uscendo dall'aula durante la votazione. La risposta della maggioranza non si è fatta attendere, per bocca, in particolare, dell'assessore all'urbanistica Moris Guidi (nella foto). Ma andiamo con ordine e ripercorriamo la vicenda. La Rossi-Gucci nel 2001 trovandosi in un momento di crescita aveva espresso la necessità di realizzare una nuova sede produttiva, individuando l'area vicino alla provinciale 13-bis. Su quell'area c'era già una previsione urbanistica, che avrebbe dovuto però seguire l'iter del Piano regolatore, con una tempistica piuttosto lunga. Per snellire i tempi si arrivò alla stipula di un Accordo di programma che coinvolse anche le Provincia di Forlì-Cesena in quanto interessava anche la strada provinciale 13-bis. L'accordo prevedeva, a fronte della realizzazione di un'azienda ex novo, il finanziamento di una serie di lavori pubblici per un valore di un miliardo di vecchie lire.

“Lavori tutti realizzati – spiega l'assessore Guidi - che hanno riguardato: il potenziamento della Provinciale 13-bis, la realizzazione della rotatoria alla Torre, i sottoservizi sempre sulla provinciale. A carico del privato anche la progettazione della pista ciclabile di via Tosi, anch'essa già realizzata”. L'azienda, in più, aveva anche espresso l'intenzione di realizzare un asilo nido privato per i propri dipendenti con una quota parte riservata al pubblico (20-40% di posti). “Realizzate tutte le opere pubbliche il Comune ha sollecitato la realizzazione dell'asilo – prosegue Guidi - A questo punto però sono sorti una serie di problemi legati al posizionamento dell'asilo stesso: la vicinanza all'autostrada A14 e la presenza di vicine aziende ritenute insalubri. Motivo per cui l'Azienda sanitaria ha sollevato obiezioni a quest'opera. Trattandosi di una iniziativa esclusivamente privata, e che coinvolgeva il pubblico solo per una parte di posti, il Comune ha chiesto una contropartita economica. In altre parole ha “monetizzato” quella percentuale di posti che erano a lui destinati. Arrivando così alla cifra di 130mila euro destinati al Cercal. La scelta della scuola internazionale di calzature non è stata a caso: trattandosi di un'impresa calzaturiera era interesse reciproco, del Comune e dell'azienda, che quella cifra venisse utilizzata per il nostro distretto della scarpa, formando figure professionali sempre più richieste delle imprese del territorio sammaurese”.

Ed è su questo punto che sono insorte le minoranze, che hanno lanciato accuse su due punti: prima di tutto la cifra di 130mila euro, troppo irrisoria per un asilo; in secondo luogo, la destinazione al Cercal, quando invece sarebbe stato più opportuno dirottare quei soldi alle scuole di cui il paese necessita. Non solo: trattandosi di un accordo scaduto nei tempi, il Pdl ha deciso di disertare la votazione in aula nel corso del consiglio comunale. “Non ha senso votare un accordo già scaduto nella tempistica”. Dura la risposta dell'assessore Guidi. “Il Comune da questo intervento ha guadagnato opere pubbliche per un valore di un miliardo di vecchie lire, nel contempo ha consentito a un'azienda di investire sempre nel nostro territorio. Gli accordi di programma si giustificano solo a fronte della realizzazione di opere pubbliche, che, in questo caso, sono state tutte realizzate. La mancata realizzazione dell'asilo privato, pur rappresentando una inadempienza di Rossi-Gucci, a cui si è fatto fronte con il finanziamento al Cercal, non può mettere in discussione l'accordo di programma nel suo complesso”. Infine un'ultima stoccata: “Alla domanda posta alle minoranze di indicarci quali soluzioni giuridiche adottare per obbligare l'azienda a realizzare l'asilo, il Pdl per tutta risposta se ne è uscito dall'aula. Altri commenti non sono necessari”.

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