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domus_pascoli.jpgSAN MAURO PASCOLI – A partire dal 1 aprile prossimo la Fondazione Domus Pascoli non ci sarà più. Assorbita dalla Asp. Nome in codice che sta a significare Azienda di servizi alla persona, composta da cinque Ipab del Rubicone. Se ne va così uno dei pezzi che hanno fatto la storia di San Mauro, la Fondazione Domus era nata nel 1935, anche se il patrimonio di competenze e valori nato dall’impegno di tanti volontari ora sarà trasferito alla nuova azienda di servizi. Anche se non semplice è stato il percorso che ha portato alla nascita della Asp. “Un percorso pieno di ostacoli, relazioni, incontri e se vogliamo anche ostacolato da un sano campanilismo, ma che alla fine ci vede protagonisti ancora una volta, in quanto punto di riferimento di tutto l’iter attuato, dal settore anziani del nostro distretto Rubicone Costa - afferma Marco Silvagni, ultimo presidente della Fondazione – La stretta collaborazione con l’ufficio Piani sociali di zona del comune di Savignano e con le altre quattro Ipab del territorio ci ha permesso di affrontare l’iter di trasformazione adattando il più possibile alle nostre esigenze statuti e regolamenti imposti dalla regione”.

La Fondazione, come già anticipato, era nata nel 1935, per concretizzare il volere di Giovanni Pascoli, che aveva espresso il desiderio che nella sua casa natale fosse rappresentata “l’alba e il tramonto della vita” e divenisse “il tempio nel cui vestibolo tutte le famiglie si incontrassero col loro bambino per mano”. Dopo un inizio un po’ in sordina è negli ultimi due decenni che la Fondazione ha preso il volo. Forte di un patrimonio costituito da una casa protetta con 59 posti, una Rsa con 24 letto, 4 mini appartamenti per anziani, una scuola materna con 80 bambini, e ben 120 persone che vi lavorano. Il tutto per un bilancio che si aggira sui 2 milioni di euro. “La Domus ha una ricca storia alle spalle – conclude Silvagni – e il confluire nella nuova azienda lascia tutti noi un po’ malinconici. Non c’è dubbio però che tutti coloro che collaborano con noi, così come è successo sino ad ora, continueranno il loro lavoro con la stessa dedizione che hanno dimostrato fino ad ora. Riteniamo che il settore anziani e tutti i servizi connessi siano una sfida per il futuro, che vogliamo affidare alla costituenda Asp e ai comuni che in essa vengono rappresentati”.

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