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MemoriaArmido Della Bartola, apprezzato pittore, pubblica nel 1996 Arcurd ad viaz sla voja de zacul. Nativo sammaurese, emigrato a Rimini nel 1931, appena adolescente, vi ricorda (nell'esatto senso etimologico: re “indietro” e cor-cordis “cuore”) il paese natale: a partire dall'immagine di copertina che è quella di un calzolaio e, ovviamente, dal testo in dialetto indigeno con qualche influsso riminese; per esempio il zacul del titolo che a San Mauro suona zaqual. Nel 1999 ritorna ai lettori con Arcurd ad viaz sla testa de sac sla voja ad zoca zala e sa quela de zacul. Ecco la traduzione: Ricordi di viaggio con la testa nel sacco, con la voglia di zucca gialla e con quella dell’anatra. Dove è opportuna qualche spiegazione riguardo alle voglie: ne ha di zucca gialla chi stuzzica; quanto all'anatra mangia e defeca in continuazione: di lì a uno che non riesce a tacere il passo non è troppo lungo. Armido passato alla lingua nazionale, ripropone il primo libro sammaurese e vi aggiunge la parte biografica riminese. In occasione del suo novantesimo compleanno gli inviai una lettera in dialetto. Eccone alcune parti: “[…] nuvent’an l'è una bèla età, ènca par éun ad Sa’ Mévar. E u n gn’è dóbi che tè - ènca se t'ci andè rés a Rémin da zòvan - t'ci propria un samauròis. Ch’l è sempra artòuran. Si pi, ti zchéurs e si pansir: tònda al schèrpi, la poesi... […] T'ci stè e’ pròim - fura che Mino, mó léu l'à scrét dal poesì - a fè un lóibar in samauròis: sòura nòun e sòura tè. Che t'cì ad nòun. A n'e’ sò se pu ta t'cì un pó pantói: quant t'è fat la traduziòun in itaglién […] parchè nòun ad Sa’ Mèvar ènca s'a stém d'un’ènta pérta a sém a qué? Ch’u s'apa tachè la malatì Pascoli? Che da qué, e’ mènch tal poesì, u n s’è mai spéch (novant’anni sono una bella età, anche per uno di San Mauro. E non c’è dubbio che tu - sebbene andato a Rimini da giovane - sei proprio un sammaurese. Che è sempre ritornato. Coi piedi, nei discorsi e coi pensieri: attorno alle scarpe, la poesia … […] Sei stato il primo - fatta eccezione per Mino [Giovagnoli], ma lui ha scritto poesie - a fare un libro in sammaurese: su di noi e su di te. Che sei uno di noi. Non so se poi ti sei un po’ pentito: quando l’hai tradotto in italiano […] perché noi di San Mauro anche se stiamo altrove siamo qui? Che ci abbia contagiato Pascoli? Che da qui, almeno nelle poesie, non si è mai staccato)”. Nel 2102 Pietro Maioli pubblica Memorie di un piccolo appassionato viaggiatore. Diario e ricordi: autore il padre Ezio. Di professione macellaio, coltiva una passione, come da titolo, per i viaggi a cui ha dedicato ampio spazio nella sua vita; e in questo scritto dove non mancano a partire dagli anni Dieci del secolo scorso, ricordi della vicenda nazionale e paesana, ne dà conto. Ultima citazione per le memorie inedite di Ugo Gori, mio nonno paterno, che scrive di fatti sammauresi dall'inizio del Novecento agli anni Sessanta, con particolare attenzione alla vicenda pascoliana. Ne ha pubblicate alcune parti Piero Maroni in Memento Domus Pascoli. Storia e cronaca di una fondazione sammaurese (2010).
Gianfranco Miro Gori
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