STORIE DI ROMAGNA: UN NUOVO DORMITORIO IN UNA FORESTA BRASILIANA |
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Rubicone e non
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04 Gennaio 2007 - 17:56 |
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Scritto da Redazione
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RICCIONE - Nel cuore della grande foresta equatoriale brasiliana opera, dal 2000, l’Associazione in Difesa dei Minori Bisognosi della Valle di Jiquiriça. La fazenda, situata a 5 ore d’auto dall’aeroporto di Salvador de Bahia, è nata per volontà di una tenace figura femminile: Maria Lourdes. Nel tempo, grazie all’intraprendenza di quanti hanno creduto nel progetto, si è avvicinata alla vita di questa piccola comunità anche la romagnola Anna Valenti, nativa di Russi (Ravenna). Ed è proprio sull’onda dell’entusiasmo e dell’inesauribile volontà di Anna – attorno a lei si sono coagulate le energie migliori, in quanto perno fondamentale dell’attività svolta in Brasile - che molte necessità (per farvi fronte non ha esitato a vendere tutti i propri beni) si sono trasformate in realtà, fortificando l’esistenza dei 22 bimbi e ragazzini raccolti oggi dall’universo di Jiquiriça.
Ma non è finita. Bimbi e adolescenti ospiti della struttura devono poter crescere in armonia dimenticando il loro pesante fardello di povertà, abbandoni, violenze e maltrattamenti. L’appello per un nuovo dormitorio è mediato dalle parole di Franca Mulazzani, Ceo della Luxury Yachts Corporation di Riccione, protagonista – nel luglio scorso - di uno straordinario ed emozionante viaggio conclusosi quando, all’ombra dei maestosi alberi tropicali, ha incontrato Maria Lourdes e Anna Valenti. “La fazenda di Jiquiriça – dice Franca Mulazzani - è la testimonianza viva e concreta di un agire a favore dei minori più bisognosi. Conosco e frequento abitualmente chi già si muove in realtà afferenti al volontariato, all’associazionismo, alla solidarietà nel senso più ampio del termine. Mi farebbe piacere che alcuni di loro rammentassero l’esistenza della fazenda; immaginassero i volti ed il sorriso dei bambini là ospitati; ricordassero come il sogno di Maria Lourdes e Anna Valenti, una romagnola sorretta da un’immensa forza d’animo e da capacità non comuni, sia stato possibile grazie a Luxury e grazie alle persone con le quali sono a contatto giorno dopo giorno. Se non avessi avuto il loro supporto, non sarei stata in grado di dare gambe all’intero percorso. Un percorso non esaurito con la prossima costruzione del dormitorio, ma nell’avvio della Fondazione quale presupposto all’autonomia e all’autogestione della struttura facendo anche perno sulle ricchezze del suo territorio. La strada da affrontare è lunga. Questi 22 bambini fanno parte di noi…”.
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