| ALESSANDRA VANZI IN GONG BOXE |
| Cultura | 26 Luglio 2011 - 08:34 |
| Scritto da Redazione | |
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Vittorio Vitolo, in arte Victor Cavallo, moriva undici anni fa, il 22 gennaio del 2000. Attore e poeta anarcosorcosituazionista, fondatore della Jeunesse pessimiste italienne, nato alla Garbatella da genitori napoletani, sentimentalmente marsigliese e tunisino, cantore della beat generation romana, magnifico attore, esilarante e malinconico flaneur dei bassifondi capitolini, si definiva "Sofisticato e zozzo". Dice di lui Alessandra Vanzi: “Siamo stati amici per la pelle per trent'anni, abbiamo lavorato insieme, ho imparato molto da lui e quando è morto ho ritrovato a casa mia, dove lo avevo ospitato mille volte, un vero tesoro scritto su fogli, scontrini, sul retro dei volantini, su quadernetti e su carte del pane e in mille altri posti. Poi un bel giorno ho trovato, già impaginato, ITEM, che comincia così: gong boxe e ricerca delle radici. E' un lungo racconto diviso in scene, atti e paragrafi ed è stato pubblicato da Stampa Alternativa all'interno di Ecchime, libro di Victor Cavallo uscito postumo, nel quale sono raccolte molte poesie e altri testi. ITEM non è propriamente un pezzo di teatro né semplicemente poesia; a me sembra, lavorandoci dentro, una prosa piena di songs o un racconto poetico e visivo insieme. A tratti le parole sono vero flusso musicale e poi tornano a essere prosa veloce e tagliente che descrive la città con i suoi disperati abitanti. Uno squarcio di vita. Uno degli ultimi di Victor che è comunque sempre in prima persona dentro il racconto. Una scrittura sofisticata e zozza, bellissima”.
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